
Luigi Di Maio
Movimento 5 Stelle
politico e funzionario italiano (1986-)
Poco
5.3 su 10
Poco. Punto forte: quanto è spendibile al governo. Punto debole: la formazione.
L'incarico più vicino: gli Esteri.
Poco
Cosa ha fatto
Nella media
Cosa sa fare
Non basta
Quanto tiene una linea
Presenza in aula
9.8 su 10
Presente al 98% delle votazioni elettroniche della XVIII legislatura alla Camera.
Voti espressi: 86 favorevoli, 384 contrari, 24 voti segreti. 9431 missioni, 219 assenze. Le missioni ufficiali contano come presenza. Questo numero sta fuori dal punteggio.
- Contrario. 22 giu 2022 · Votazione Risoluzione 6_00222
- Contrario. 22 giu 2022 · Votazione Risoluzione 6_00223
- Contrario. 22 giu 2022 · Votazione Risoluzione 6_00225
7 analisi indipendenti, su fonti pubbliche. Non è un consiglio di voto.
In sintesi
7 modelli hanno finito.
5.3
su 10
Debole
- Risultati25%5.6
Cosa è cambiato grazie al suo lavoro. La carica da sola non conta.
- Competenze20%6.0
Cosa sa fare, visto negli atti.
- Al governo20%6.4
Quanto quel percorso serve in un incarico di governo.
- Percorso15%4.4
Il lavoro fatto, in pubblico o in privato, oltre gli incarichi di partito.
- Studi10%3.6
Studi e specializzazioni, e quanto c'entrano con governare.
- Tenuta10%3.9
Se ha tenuto una linea.
Per quale incarico
- Presidente della Repubblica3.1
Equilibrio, e la capacità di stare sopra le parti.
- Presidente del Consiglio5.1
Tenere insieme un governo, e decidere in una crisi.
- Ministro della Difesa3.4
Forze armate, alleanze, emergenze.
- Ministro degli Affari Esteri7.6
Trattative e rapporti con gli altri Stati.
- Ministro dell'Interno3.7
Sicurezza, prefetture, immigrazione.
- Ministro dell'Economia e delle Finanze4.1
Conti pubblici, tasse, vincoli europei.
- Ministro della Giustizia2.3
Diritto, processi, rapporti con i giudici.
- Ministro della Salute2.4
Ospedali, sanità, emergenze di salute.
- Ministro delle Imprese e del Made in Italy5.9
Imprese, lavoro, innovazione.
- Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti3.0
Opere, trasporti, tempi e costi.
Dove sta sulle questioni
Posizione media dei modelli. Sta fuori dal punteggio.
- Integrazione europea−0.7
−2 più integrazione+2 più sovranità nazionale
scarto 0.5
- Stato ed economia−0.8
−2 più intervento pubblico+2 più mercato e concorrenza
scarto 0.4 · 14% senza riscontri documentati
- Politica fiscale−0.2
−2 più progressività+2 minore pressione fiscale
scarto 0.9 · 14% senza riscontri documentati
- Immigrazione+0.7
−2 più accoglienza e percorsi regolari+2 maggiore controllo e restrizioni
scarto 0.5 · 14% senza riscontri documentati
- Diritti civili−0.8
−2 estensione dei diritti civili+2 tutela dei valori tradizionali
scarto 0.4 · 14% senza riscontri documentati
- Giustizia e sicurezza+0.6
−2 tutela delle garanzie processuali+2 rigore penale e ordine pubblico
scarto 0.5 · 29% senza riscontri documentati
- Ambiente ed energia−0.8
−2 priorità alla transizione ecologica+2 priorità allo sviluppo industriale
scarto 0.4 · 14% senza riscontri documentati
- Politica estera e alleanze−1
−2 linea euro-atlantica+2 autonomia strategica
scarto 0.5
Luigi Di Maio presenta un profilo caratterizzato da una rapida e precoce ascesa politica, culminata in incarichi ministeriali di rilievo e ruoli diplomatici europei. La media complessiva ponderata calcolata è di 5.3. I modelli concordano sulla sua esperienza significativa in politica estera, dove ha ricoperto il ruolo di Ministro degli Esteri e attualmente di Rappresentante Speciale UE, e nella gestione di dicasteri economici e del lavoro. Tuttavia, emerge una debolezza nella formazione accademica formale e nella scarsa esperienza professionale al di fuori della politica. La sua carriera è segnata da una notevole evoluzione politica, che influisce sulla percezione della sua coerenza.
Dove sono d'accordo
I modelli concordano sul significativo impatto derivante dall'aver ricoperto ruoli di grande visibilità e responsabilità, tra cui Ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico (con provvedimenti come il Reddito di Cittadinanza e il Decreto Dignità) e Ministro degli Affari Esteri, dove ha gestito crisi internazionali complesse (Afghanistan, Ucraina, sicurezza energetica). Vi è tuttavia una concordanza sul fatto che la misurabilità diretta dei risultati a lui univocamente attribuibili sia spesso difficile. Per quanto riguarda la trasferibilità, si rileva una forte spendibilità delle competenze in rappresentanza, coordinamento politico e negoziazione internazionale, soprattutto per incarichi legati alla politica estera e alle relazioni europee. Al contrario, la trasferibilità è considerata limitata per i dicasteri che richiedono specifiche competenze tecniche, specialistiche o gestionali (es. Giustizia, Salute, Infrastrutture), a causa della mancanza di una formazione accademica specialistica e di una significativa esperienza professionale extra-politica. Le lacune emerse sono unanimemente identificate nella formazione (diploma di maturità, studi universitari non conclusi), nella quasi totale assenza di una carriera professionale al di fuori dell'ambito politico-istituzionale, e nella mancanza di competenze tecniche specialistiche per la guida di ministeri tecnici.
Dove non lo sono
Le divergenze tra i modelli riguardano principalmente l'interpretazione di alcuni aspetti del percorso. Ad esempio, sull'impatto dei risultati, alcuni modelli tendono a valorizzare maggiormente l'approvazione di leggi di vasta portata come il Reddito di Cittadinanza, mentre altri sottolineano la loro natura collegiale e la controversa efficacia. Un altro punto di divergenza interpretativa si riscontra nella valutazione della coerenza: se tutti i modelli rilevano un marcato cambiamento di posizioni politiche (dal Movimento 5 Stelle a un profilo più europeista e atlantista), alcuni lo interpretano come una trasformazione strategica adattativa, mentre altri ne evidenziano la discontinuità e l'impatto sulla fedeltà programmatica. Non emergono divergenze significative sull'accertamento di elementi fattuali. Per quanto concerne gli incarichi istituzionali, i modelli rilevano una chiara idoneità per il ruolo di Ministro degli Affari Esteri, dato il suo percorso alla Farnesina e l'attuale incarico europeo. Una buona idoneità è riscontrata anche per il Ministero delle Imprese (ex Sviluppo Economico), pur con alcune riserve sui risultati conseguiti. Per la Presidenza del Consiglio, l'idoneità è valutata con cautela, riconoscendo l'esperienza da Vicepresidente ma segnalando lacune nella tenuta della leadership a lungo termine o nella visione strategica autonoma. I modelli ritengono unanimemente carente la preparazione per i ministeri di Giustizia, Salute, Infrastrutture, Difesa e Interno, a causa dell'assenza di competenze specifiche o di un background professionale pertinente. Anche per il Ministero dell'Economia si riscontrano carenze significative. Per il ruolo di Presidente della Repubblica, i modelli concordano nell'escluderne l'idoneità, citando ragioni anagrafiche (non avendo ancora i 50 anni richiesti) e sostanziali (profilo eccessivamente connotato politicamente e assenza di sufficiente terzietà e autorevolezza super partes).
Sulle posizioni, dove sono d'accordo
Si riscontra una convergenza unanime sulle tematiche dell'atlante relative a 'Europa' e 'Alleanze'. Per 'Europa', tutti i modelli rilevano una chiara evoluzione da posizioni inizialmente critiche a un forte orientamento europeista e integrativo, culminato con ruoli di rilievo nell'Unione. Analogamente, per 'Alleanze', vi è accordo sulla consolidata linea euro-atlantica, specialmente dopo il suo mandato agli Esteri, superando le ambiguità iniziali del suo partito. Una forte convergenza si osserva anche per 'Mercato' (orientamento generalmente interventista o misto) e 'Immigrazione' (una linea inizialmente restrittiva poi temperata o pragmatica).
Sulle posizioni, dove non lo sono
Divergenze significative tra i modelli emergono per le tematiche 'Fisco', 'Diritti', 'Sicurezza' e 'Clima'. Per il 'Fisco', alcuni modelli attribuiscono una posizione più orientata alla redistribuzione o a politiche di alleggerimento, mentre altri lo collocano in una posizione più neutra o a favore di una riduzione del carico fiscale per specifiche categorie, indicando una differenza di interpretazione delle sue azioni. Sulla tematica 'Diritti', le letture sono variegate, spaziando da posizioni progressiste a quelle più centriste o 'sconosciuto', suggerendo una difficoltà nell'individuare una linea personale univoca e coerente dai dati disponibili. Analogamente, per 'Sicurezza', alcuni modelli la classificano come 'sconosciuto' per mancanza di evidenze personali documentate, mentre altri inferiscono una posizione più orientata al rigore, evidenziando differenti interpretazioni degli atti di governo in cui è stato coinvolto. Per il 'Clima', le posizioni oscillano tra una moderata sensibilità ambientalista e un approccio più pragmatico orientato alla competitività industriale, derivando da letture differenti delle priorità espresse nei diversi incarichi. Non sembrano esserci divergenze derivanti da dati fattuali contrastanti, bensì da interpretazioni divergenti degli stessi elementi o dalla mancanza di prese di posizione personali chiare e continuative.