
Carlo Calenda
Partito Democratico · Azione
politico e dirigente d'azienda italiano (1973-)
Nella media
7.3 su 10
Nella media. Punto forte: quanto è spendibile al governo. Punto debole: la tenuta nel tempo.
L'incarico più vicino: le Imprese.
Nella media
Cosa ha fatto
Solido
Cosa sa fare
Poco
Quanto tiene una linea
Presenza in aula
8.5 su 10
Presente all'85% delle votazioni elettroniche della XIX legislatura al Senato.
Voti espressi: 1825 favorevoli, 664 contrari, 703 astensioni. 3368 missioni, 310 presenze senza voto, 1228 assenze. Le missioni ufficiali contano come presenza. Questo numero sta fuori dal punteggio.
- Astensione. Articolo 24
- Favorevole. Em. 24.6 (1a parte), Basso e altri
- Favorevole. Em. 24.5, Maiorino e altri
6 analisi indipendenti, su fonti pubbliche. Non è un consiglio di voto.
In sintesi
6 modelli hanno finito, 1 non ha finito.
7.3
su 10
Adeguato
scarto 0.4 tra i modelli
Sulle voci con una fonte: 7.5. Coprono il 84% del punteggio.
- Risultati25%7.3
Cosa è cambiato grazie al suo lavoro. La carica da sola non conta.
- Competenze20%7.7
Cosa sa fare, visto negli atti.
- Al governo20%7.8
Quanto quel percorso serve in un incarico di governo.
- Percorso15%7.7
Il lavoro fatto, in pubblico o in privato, oltre gli incarichi di partito.
- Studi10%6.2
Studi e specializzazioni, e quanto c'entrano con governare.
- Tenuta10%5.5
Se ha tenuto una linea.
Per quale incarico
- Presidente della Repubblica4.3
Equilibrio, e la capacità di stare sopra le parti.
- Presidente del Consiglio6.2
Tenere insieme un governo, e decidere in una crisi.
- Ministro della Difesa3.2
Forze armate, alleanze, emergenze.
- Ministro degli Affari Esteri6.5
Trattative e rapporti con gli altri Stati.
- Ministro dell'Interno3.7
Sicurezza, prefetture, immigrazione.
- Ministro dell'Economia e delle Finanze7.5
Conti pubblici, tasse, vincoli europei.
- Ministro della Giustizia3.8
Diritto, processi, rapporti con i giudici.
- Ministro della Salute2.2
Ospedali, sanità, emergenze di salute.
- Ministro delle Imprese e del Made in Italy8.7
Imprese, lavoro, innovazione.
- Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti4.8
Opere, trasporti, tempi e costi.
Dove sta sulle questioni
Posizione media dei modelli. Sta fuori dal punteggio.
- Integrazione europea−1.7
−2 più integrazione+2 più sovranità nazionale
scarto 0.5
- Stato ed economia+1.5
−2 più intervento pubblico+2 più mercato e concorrenza
scarto 0.5
- Politica fiscale+1
−2 più progressività+2 minore pressione fiscale
Posizione media dei modelli.
- Immigrazione+0.2
−2 più accoglienza e percorsi regolari+2 maggiore controllo e restrizioni
scarto 0.7
- Diritti civili−1
−2 estensione dei diritti civili+2 tutela dei valori tradizionali
Posizione media dei modelli.
- Giustizia e sicurezza+0.2
−2 tutela delle garanzie processuali+2 rigore penale e ordine pubblico
scarto 0.4
- Ambiente ed energia0
−2 priorità alla transizione ecologica+2 priorità allo sviluppo industriale
scarto 0.8
- Politica estera e alleanze−2
−2 linea euro-atlantica+2 autonomia strategica
Posizione media dei modelli.
Carlo Calenda presenta una media complessiva ponderata di 7.3, con punteggi elevati in competenze (7.7), trasferibilità (7.8), carriera (7.7) e risultati (7.3). I modelli rilevano un profilo con un'esperienza professionale e istituzionale robusta e continuativa. I suoi punti di forza risiedono nella comprovata capacità esecutiva e negoziale in ambito industriale, commerciale internazionale e di politica economica. Le lacune si concentrano nella formazione teorica (6.2), giudicata pertinente ma generica rispetto alla specializzazione acquisita sul campo, e nella coerenza del percorso politico (5.5), caratterizzata da frequenti cambi di schieramento. I giudizi di idoneità per i singoli ruoli evidenziano un profilo particolarmente adatto per il Ministero delle Imprese (8.7) e dell'Economia (7.5), mentre mostrano carenze per la Salute (2.2), la Difesa (3.2), la Giustizia (3.8) e l'Interno (3.7). Per il ruolo di Presidente della Repubblica la media è 4.3, e per quello di Presidente del Consiglio è 6.2.
Dove sono d'accordo
I modelli concordano nell'identificare il Piano Impresa 4.0 e le iniziative sul Made in Italy come risultati concreti e misurabili del suo operato, dimostrando significative capacità di impatto. Vi è consenso sull'alto livello di competenze esecutive, gestionali e negoziali, maturate sia nel settore privato che nei ruoli governativi, rendendole altamente trasferibili a incarichi di governo, in particolare quelli a vocazione economica e industriale. La carriera è riconosciuta come solida e continua, con un passaggio coerente dal management privato agli alti incarichi pubblici. I modelli rilevano inoltre lacune condivise nell'esperienza specifica per i Ministeri della Difesa, della Salute e dell'Interno, dove mancano competenze settoriali dirette e documentate. La formazione in Giurisprudenza è considerata una base solida ma generica rispetto alla specializzazione economica acquisita sul campo.
Dove non lo sono
Le divergenze più significative si registrano nell'interpretazione della coerenza del percorso politico: pur riconoscendo una stabilità di fondo sui principi liberal-democratici ed europeisti, alcuni modelli enfatizzano i frequenti cambiamenti di affiliazione partitica (da Scelta Civica al PD, poi Azione, federazione con Italia Viva) come indicatori di una coerenza programmatica intermedia e di una certa mobilità, mentre altri modelli minimizzano tali passaggi ritenendo l'orientamento politico di fondo rimasto sostanzialmente costante. Sui ruoli istituzionali, in particolare quello di Presidente della Repubblica, i modelli mostrano una divergenza interpretativa: alcuni sottolineano la sua spiccata connotazione politica e lo stile dialettico come ostacoli alla terzietà richiesta, mentre altri riconoscono un'autorevolezza tecnica e una credibilità internazionale che potrebbero compensare, pur con le riserve del caso. Anche per il ruolo di Presidente del Consiglio, i modelli concordano sulle capacità di leadership e visione strategica, ma divergono sull'effettiva capacità di guidare stabilmente coalizioni eterogenee, basandosi in parte su elementi fattuali come i risultati elettorali del suo partito.
Sulle posizioni, dove sono d'accordo
Si riscontra una convergenza unanime sull'orientamento fortemente europeista (con valori medi molto negativi, indicando integrazionismo), sul posizionamento pro-mercato (con valori medi positivi, indicando liberalismo economico) e sulla tendenza a favorire una riduzione della pressione fiscale o la semplificazione del sistema, soprattutto per imprese e investimenti. Analogamente, vi è pieno accordo sull'allineamento euro-atlantico, con un sostegno costante alla NATO e all'integrazione delle difese occidentali.
Sulle posizioni, dove non lo sono
Sulle tematiche dell'atlante, si rilevano divergenze principalmente interpretative riguardo la posizione sull'immigrazione, sui diritti civili, sulla sicurezza e sul clima. Per l'immigrazione, i modelli descrivono posizioni bilanciate o pragmatiche che cercano un equilibrio tra rigore nella gestione dei flussi e apertura a percorsi legali di integrazione, ma alcuni modelli segnalano una difficoltà nel reperire una posizione personale continuativa e specifica, indicando una divergenza nella disponibilità o nella chiarezza dei dati sottostanti piuttosto che una discordanza sui fatti. Per i diritti civili, sebbene il posizionamento generale sia di apertura e liberal-democratico, alcuni modelli evidenziano la mancanza di atti personali documentati specifici, suggerendo una lettura più prudente basata sull'inferenza programmatica piuttosto che su evidenze dirette. Sulla sicurezza, pur descrivendo un equilibrio tra garanzie e ordine pubblico, la maggior parte dei modelli non individua una linea personale definita, attribuendo un punteggio neutro per assenza di posizioni estreme. Infine, sul clima, la convergenza riguarda un approccio pragmatico alla transizione ecologica; le divergenze riguardano l'enfasi, con alcuni modelli che accentuano la difesa della competitività industriale rispetto all'impegno ambientalista, mentre altri sottolineano un equilibrio tra i due aspetti, configurandosi come divergenze di interpretazione sulla priorità assegnata, non su dati contrastanti.