Matteo Renzi
Italia Viva
politico italiano (1975-)
Nella media
6.7 su 10
Nella media. Punto forte: quanto è spendibile al governo. Punto debole: la tenuta nel tempo.
L'incarico più vicino: Palazzo Chigi.
Nella media
Cosa ha fatto
Nella media
Cosa sa fare
Poco
Quanto tiene una linea
Presenza in aula
6.8 su 10
Presente al 68% delle votazioni elettroniche della XIX legislatura al Senato.
Voti espressi: 2368 favorevoli, 711 contrari, 647 astensioni. 1336 missioni, 460 presenze senza voto, 2576 assenze. Le missioni ufficiali contano come presenza. Questo numero sta fuori dal punteggio.
- Astensione. Articolo 24
- Astensione. Em. 17.7, Bazoli e altri
- Astensione. Em. 17.5, Lopreiato e altri
7 analisi indipendenti, su fonti pubbliche. Non è un consiglio di voto.
In sintesi
7 modelli hanno finito.
6.7
su 10
Adeguato
- Risultati25%6.9
Cosa è cambiato grazie al suo lavoro. La carica da sola non conta.
- Competenze20%7.3
Cosa sa fare, visto negli atti.
- Al governo20%7.6
Quanto quel percorso serve in un incarico di governo.
- Percorso15%6.3
Il lavoro fatto, in pubblico o in privato, oltre gli incarichi di partito.
- Studi10%6.0
Studi e specializzazioni, e quanto c'entrano con governare.
- Tenuta10%4.3
Se ha tenuto una linea.
Per quale incarico
- Presidente della Repubblica4.1
Equilibrio, e la capacità di stare sopra le parti.
- Presidente del Consiglio7.9
Tenere insieme un governo, e decidere in una crisi.
- Ministro della Difesa4.4
Forze armate, alleanze, emergenze.
- Ministro degli Affari Esteri6.9
Trattative e rapporti con gli altri Stati.
- Ministro dell'Interno5.0
Sicurezza, prefetture, immigrazione.
- Ministro dell'Economia e delle Finanze6.3
Conti pubblici, tasse, vincoli europei.
- Ministro della Giustizia5.1
Diritto, processi, rapporti con i giudici.
- Ministro della Salute3.1
Ospedali, sanità, emergenze di salute.
- Ministro delle Imprese e del Made in Italy6.1
Imprese, lavoro, innovazione.
- Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti5.3
Opere, trasporti, tempi e costi.
La valutazione complessiva attribuita a Matteo Renzi è di 6.7 su 10. I modelli convergono nel riconoscere una leadership esecutiva molto forte, capace di imprimere un'agenda legislativa e gestire coalizioni complesse, con una media dei risultati di 6.9 e delle competenze di 7.3. La trasferibilità di queste capacità è considerata molto alta (7.6), in particolare per ruoli di vertice governativo. Il punto di maggiore debolezza, unanimemente rilevato, è la coerenza politica (media 4.3), dovuta a frequenti cambi di alleanze e collocazioni partitiche. La formazione (media 6) e la professione (media 6.3) sono considerate solide ma prevalentemente nel campo politico-istituzionale. Per quanto riguarda gli incarichi, i modelli vedono un "fit" molto elevato per la Presidenza del Consiglio (7.9), mentre l'idoneità per la Presidenza della Repubblica è molto bassa (4.1) a causa del suo profilo fortemente partitico e divisivo. Ruoli che richiedono elevata specializzazione tecnica, come la Salute (3.1), sono considerati meno adatti. Nonostante queste valutazioni di idoneità diverse per specifici ruoli, tutti i modelli confermano la piena idoneità formale del candidato.
Dove sono d'accordo
I modelli concordano sul fatto che il candidato ha un solido record di risultati legislativi, tra cui il Jobs Act e le leggi sulle unioni civili, pur riconoscendo la sconfitta nel referendum costituzionale come un limite significativo. C'è piena concordanza sulle elevate competenze di leadership esecutiva, capacità di costruzione dell'agenda politica e di gestione di coalizioni complesse. L'esperienza pregressa alla guida del governo è vista da tutti come un fattore che garantisce un'altissima trasferibilità per l'incarico di Presidente del Consiglio e altri ruoli governativi. Tutti i modelli identificano la coerenza politica come la principale lacuna, citando i frequenti cambi di partito e le mosse tattiche che ne hanno caratterizzato la carriera. Vi è anche un ampio accordo sulla scarsa idoneità per la Presidenza della Repubblica, data la forte polarizzazione del profilo, e per dicasteri altamente tecnici come la Salute o la Difesa, dove manca una specializzazione specifica.
Dove non lo sono
Si registra una significativa divergenza su un fatto riguardante la formazione universitaria: mentre la maggior parte dei modelli dichiara che il candidato ha una laurea in Giurisprudenza, un modello (Qwen 3.8 Flash) solleva dubbi sulla sua verifica da fonti istituzionali e sulla sua mancata dichiarazione nelle schede parlamentari. Questa è una chiara divergenza fattuale. Sul piano del giudizio, pur concordando sulle aree di forza e debolezza, i modelli divergono sull'intensità dell'idoneità per alcuni dicasteri chiave come gli Esteri (con punteggi che vanno da 5 a 8) e l'Economia (da 5 a 8). Ciò suggerisce interpretazioni diverse sulla profondità delle competenze tecniche acquisite in questi ambiti rispetto alla gestione politica generale. Analogamente, la valutazione della "coerenza" politica, seppur unanimemente bassa, mostra una gamma di punteggi (da 3 a 6) che riflette sfumature diverse nell'interpretazione della gravità di questa lacuna. È importante notare che l'idoneità formale (eleggibilità) è unanimemente affermata da tutti i modelli, ma la competenza per ruoli di garanzia come la Presidenza della Repubblica è ritenuta bassa, evidenziando una chiara differenza tra i requisiti formali e le percezioni di adeguatezza per la funzione.