
Maria Elisabetta Alberti Casellati
Forza Italia
politica italiana (1946-)
Nella media
6.9 su 10
Nella media. Punto forte: la tenuta nel tempo. Punto debole: i risultati concreti.
Più incarichi sono vicini.
Poco
Cosa ha fatto
Nella media
Cosa sa fare
Solido
Quanto tiene una linea
Presenza in aula
10.0 su 10
Presente all'100% delle votazioni elettroniche della XIX legislatura al Senato.
Voti espressi: 204 favorevoli, 826 contrari, 3 astensioni. 7065 missioni. Le missioni ufficiali contano come presenza. Questo numero sta fuori dal punteggio.
Fonte: Senato della Repubblica6 analisi indipendenti, su fonti pubbliche. Non è un consiglio di voto.
In sintesi
6 modelli hanno finito.
6.9
su 10
Adeguato
scarto 0.5 tra i modelli
Sulle voci con una fonte: 7.0. Coprono il 86% del punteggio.
- Risultati25%5.7
Cosa è cambiato grazie al suo lavoro. La carica da sola non conta.
- Competenze20%7.0
Cosa sa fare, visto negli atti.
- Al governo20%7.0
Quanto quel percorso serve in un incarico di governo.
- Percorso15%7.3
Il lavoro fatto, in pubblico o in privato, oltre gli incarichi di partito.
- Studi10%7.2
Studi e specializzazioni, e quanto c'entrano con governare.
- Tenuta10%8.2
Se ha tenuto una linea.
Per quale incarico
- Presidente della Repubblica7.5
Equilibrio, e la capacità di stare sopra le parti.
- Presidente del Consiglio5.5
Tenere insieme un governo, e decidere in una crisi.
- Ministro della Difesa2.5
Forze armate, alleanze, emergenze.
- Ministro degli Affari Esteri4.3
Trattative e rapporti con gli altri Stati.
- Ministro dell'Interno4.2
Sicurezza, prefetture, immigrazione.
- Ministro dell'Economia e delle Finanze2.7
Conti pubblici, tasse, vincoli europei.
- Ministro della Giustizia7.7
Diritto, processi, rapporti con i giudici.
- Ministro della Salute5.5
Ospedali, sanità, emergenze di salute.
- Ministro delle Imprese e del Made in Italy3.0
Imprese, lavoro, innovazione.
- Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti2.2
Opere, trasporti, tempi e costi.
Dove sta sulle questioni
Posizione media dei modelli. Sta fuori dal punteggio.
- Integrazione europea−0.5
−2 più integrazione+2 più sovranità nazionale
scarto 0.8
- Stato ed economia+1
−2 più intervento pubblico+2 più mercato e concorrenza
33% senza riscontri documentati
- Politica fiscale+1
−2 più progressività+2 minore pressione fiscale
17% senza riscontri documentati
- Immigrazione+1
−2 più accoglienza e percorsi regolari+2 maggiore controllo e restrizioni
Posizione media dei modelli.
- Diritti civili+1.2
−2 estensione dei diritti civili+2 tutela dei valori tradizionali
scarto 0.7
- Giustizia e sicurezza+0.7
−2 tutela delle garanzie processuali+2 rigore penale e ordine pubblico
scarto 0.5
- Ambiente ed energia−0.5
−2 priorità alla transizione ecologica+2 priorità allo sviluppo industriale
scarto 0.5 · 33% senza riscontri documentati
- Politica estera e alleanze−0.8
−2 linea euro-atlantica+2 autonomia strategica
scarto 0.4 · 17% senza riscontri documentati
Maria Elisabetta Alberti Casellati presenta un profilo politico-istituzionale di lungo corso, con una media ponderata di 6.9. I modelli concordano nel riconoscere una carriera continuativa e una formazione giuridica rigorosa, elementi che contribuiscono a punteggi elevati in 'carriera', 'formazione' e 'coerenza'. Le sue competenze sono prevalentemente giuridiche, parlamentari e di leadership istituzionale, trasferibili a ruoli costituzionali e legislativi. Tuttavia, i 'risultati' concreti e misurabili sono prevalentemente di natura procedurale e legislativa, come la guida del Senato o la promozione di riforme, con minore evidenza di impatti esecutivi o amministrativi tangibili su larga scala. Tale profilo la rende particolarmente idonea per incarichi come il Ministero della Giustizia e la Presidenza della Repubblica, ma meno preparata per dicasteri a forte connotazione tecnico-operativa quali Difesa, Economia, Imprese e Infrastrutture. La sua idoneità formale è universalmente riconosciuta, sebbene la preparazione sostanziale per certi ruoli ministeriali sia considerata carente. Sull'atlante di orientamento, emerge consenso su alcune posizioni chiave, mentre su altre si registrano letture differenti o lacune documentali.
Dove sono d'accordo
I modelli sono unanimi nel riconoscere la lunga e solida carriera politica e istituzionale di Maria Elisabetta Alberti Casellati, caratterizzata da una profonda coerenza politica. Concordano inoltre sulla natura delle sue competenze, principalmente giuridiche, parlamentari e istituzionali (gestione d'aula, mediazione, conoscenza delle procedure), che la rendono altamente trasferibile a ruoli di garanzia e legislativi. Vi è ampio consenso nel rilevare che i suoi 'risultati' sono stati prevalentemente di tipo procedurale e politico-legislativo, come la presidenza del Senato o l'impulso a riforme, piuttosto che esiti esecutivi o amministrativi con impatto economico o gestionale tangibile. I modelli rilevano un profilo altamente adeguato per il Ministero della Giustizia e la Presidenza della Repubblica. Le lacune emerse in modo consistente riguardano l'assenza di esperienza e preparazione specifica per i dicasteri tecnico-operativi come Difesa, Economia, Imprese e Infrastrutture, per i quali la preparazione è ritenuta carente.
Dove non lo sono
Le principali divergenze tra i modelli non riguardano l'accertamento di elementi fattuali primari del percorso (carriera, formazione), ma piuttosto l'interpretazione del loro impatto e trasferibilità o la completezza delle evidenze. Ad esempio, sul fronte dei 'risultati', alcuni modelli tendono a enfatizzare la difficoltà di ascrivere esiti tangibili diretti al suo operato al di fuori del ruolo di presidente del Senato, mentre altri evidenziano risultati legislativi specifici come la legge sulla semplificazione normativa o il DDL sul premierato come prova di impatto concreto. Una minore divergenza si osserva nella valutazione delle 'competenze', con alcuni che enfatizzano le capacità di leadership parlamentare e mediazione, mentre altri sono più cauti nell'attribuire competenze gestionali su grandi apparati. Per quanto riguarda gli incarichi istituzionali, pur riconoscendo un'elevata idoneità per la Presidenza della Repubblica, alcuni modelli sollevano una divergenza interpretativa sulla piena terzietà a causa della marcata connotazione politica di partito. Anche per il ruolo di Presidente del Consiglio, i modelli assegnano punteggi variabili (da 5 a 7), evidenziando divergenze interpretative sulla sua capacità di guida esecutiva diretta. Un modello (Qwen) ha rilevato che l'attività accademica dichiarata non risultava documentata in modo verificabile, configurando una potenziale divergenza sull'accertamento di un elemento fattuale secondario inerente la 'formazione'.
Sulle posizioni, dove sono d'accordo
Si registra una convergenza unanime sulle seguenti tematiche dell'atlante di orientamento: Mercato, con una posizione favorevole alla libertà d'impresa e alla riduzione dei vincoli burocratici; Fisco, con un orientamento favorevole alla riduzione della pressione fiscale su famiglie e imprese; e Immigrazione, con posizioni orientate al controllo rigoroso dei confini e alla disciplina dei flussi. Vi è inoltre una forte concordanza, sebbene con leggera maggiore dispersione, su una postura conservatrice sui Diritti e un'enfasi sulla Sicurezza e l'ordine pubblico.
Sulle posizioni, dove non lo sono
Emergono divergenze significative nelle tematiche di orientamento. Per quanto riguarda l'Europa, alcuni modelli inferiscono una posizione moderatamente critica verso l'integrazione (-1), mentre altri la collocano su una linea europeista moderata o di centro (0 o 1), basandosi talvolta sull'appartenenza al Partito Popolare Europeo. Queste divergenze derivano principalmente da letture differenti tra l'appartenenza partitica e gli atti personali specifici. Sulla tematica Clima, tre modelli hanno indicato la posizione come 'sconosciuta' per mancanza di evidenze personali dirette, mentre altri la collocano su posizioni neutre o di moderato sostegno alle politiche ambientali (-1 o 0), subordinando talvolta gli oneri ecologici alla tutela della produzione economica. Le divergenze derivano sia da dati contrastanti (assenza di dati per alcuni, inferenze per altri) sia da letture interpretative. Infine, per le Alleanze, due modelli segnalano la posizione come 'sconosciuta', mentre gli altri la collocano su una linea euro-atlantica tradizionale (-1 o 0). Anche qui, la divergenza risiede tra l'assenza di atti personali specifici e l'inferenza da parte di altri modelli basata sull'appartenenza partitica e l'attività istituzionale.