Giuseppe Conte
Movimento 5 Stelle
politico italiano (1964-)
Nella media
6.9 su 10
Nella media. Punto forte: quanto è spendibile al governo. Punto debole: la tenuta nel tempo.
Più incarichi sono vicini.
Nella media
Cosa ha fatto
Nella media
Cosa sa fare
Poco
Quanto tiene una linea
Presenza in aula
1.6 su 10
Presente all'16% delle votazioni elettroniche della XIX legislatura alla Camera.
Voti espressi: 2555 favorevoli, 406 contrari, 259 astensioni, 35 voti segreti. 16.663 assenze. Le missioni ufficiali contano come presenza. Questo numero sta fuori dal punteggio.
- Voto segreto. 8 ott 2026 · Votazione finale
- Contrario. 6 ott 2026 · Votazione
- Voto segreto. 1 ott 2026 · Votazione
7 analisi indipendenti, su fonti pubbliche. Non è un consiglio di voto.
In sintesi
7 modelli hanno finito.
6.9
su 10
Adeguato
- Risultati25%6.9
Cosa è cambiato grazie al suo lavoro. La carica da sola non conta.
- Competenze20%7.1
Cosa sa fare, visto negli atti.
- Al governo20%7.7
Quanto quel percorso serve in un incarico di governo.
- Percorso15%6.6
Il lavoro fatto, in pubblico o in privato, oltre gli incarichi di partito.
- Studi10%7.0
Studi e specializzazioni, e quanto c'entrano con governare.
- Tenuta10%5.4
Se ha tenuto una linea.
Per quale incarico
- Presidente della Repubblica5.6
Equilibrio, e la capacità di stare sopra le parti.
- Presidente del Consiglio7.9
Tenere insieme un governo, e decidere in una crisi.
- Ministro della Difesa4.0
Forze armate, alleanze, emergenze.
- Ministro degli Affari Esteri6.3
Trattative e rapporti con gli altri Stati.
- Ministro dell'Interno5.7
Sicurezza, prefetture, immigrazione.
- Ministro dell'Economia e delle Finanze5.9
Conti pubblici, tasse, vincoli europei.
- Ministro della Giustizia7.1
Diritto, processi, rapporti con i giudici.
- Ministro della Salute6.0
Ospedali, sanità, emergenze di salute.
- Ministro delle Imprese e del Made in Italy4.9
Imprese, lavoro, innovazione.
- Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti4.4
Opere, trasporti, tempi e costi.
Dove sta sulle questioni
Posizione media dei modelli. Sta fuori dal punteggio.
- Integrazione europea−0.9
−2 più integrazione+2 più sovranità nazionale
scarto 0.3
- Stato ed economia−1
−2 più intervento pubblico+2 più mercato e concorrenza
Posizione media dei modelli.
- Politica fiscale−0.7
−2 più progressività+2 minore pressione fiscale
scarto 0.5
- Immigrazione+0.3
−2 più accoglienza e percorsi regolari+2 maggiore controllo e restrizioni
scarto 0.7
- Diritti civili−0.6
−2 estensione dei diritti civili+2 tutela dei valori tradizionali
scarto 0.8 · 29% senza riscontri documentati
- Giustizia e sicurezza+0.4
−2 tutela delle garanzie processuali+2 rigore penale e ordine pubblico
scarto 0.9
- Ambiente ed energia−1.1
−2 priorità alla transizione ecologica+2 priorità allo sviluppo industriale
scarto 0.3
- Politica estera e alleanze−0.1
−2 linea euro-atlantica+2 autonomia strategica
scarto 0.8
Giuseppe Conte presenta un solido profilo giuridico-accademico che gli ha permesso di assumere la guida del governo in un periodo di crisi eccezionale. Ha dimostrato notevoli capacità di coordinamento e negoziazione in ruoli esecutivi di alto livello, gestendo la pandemia di COVID-19 e i complessi negoziati per il Next Generation EU. La sua esperienza come Presidente del Consiglio lo rende particolarmente adatto a incarichi di governo che richiedono leadership esecutiva e gestione di crisi. Tuttavia, la sua traiettoria politica è caratterizzata da una coerenza media, con significativi cambiamenti di alleanze e posizionamenti. Le sue competenze sono più limitate nei dicasteri tecnici, dove manca di esperienza diretta e specifica. L'idoneità formale è universalmente riconosciuta.
Dove sono d'accordo
I modelli concordano sul fatto che la gestione di due governi, della pandemia di COVID-19 e la negoziazione del Recovery Fund in sede europea rappresentino risultati di grande impatto. Vi è ampio consenso sulle sue competenze in negoziazione, gestione di coalizioni eterogenee e coordinamento istituzionale. La trasferibilità all'incarico di Presidente del Consiglio e ad altri ruoli esecutivi è considerata molto alta. Le lacune emergono nella mancanza di competenze tecniche specifiche per dicasteri come Difesa, Infrastrutture ed Imprese, e in parte anche per l'Economia, dato il suo background giuridico.
Dove non lo sono
I modelli divergono principalmente sull'interpretazione della coerenza politica, con alcuni che la vedono come pragmatismo nell'adattarsi a contesti mutevoli e altri come un cambio sostanziale di linea politica. Questa divergenza è sul giudizio piuttosto che sui fatti, che sono ampiamente riconosciuti (cambi di coalizione, evoluzione da posizioni euroscettiche a europeiste). Si riscontrano divergenze di giudizio anche sull'idoneità per il Ministero della Giustizia, dove alcuni lo valutano molto alto per la sua formazione giuridica e altri più moderatamente per la mancanza di esperienza in riforme processuali o diritto penale. Analogamente, la valutazione per il Quirinale varia, con alcuni modelli che evidenziano l'esperienza istituzionale e altri che sottolineano la percepita mancanza di terzietà a causa del suo ruolo di leader di partito.
Sulle posizioni, dove sono d'accordo
I modelli concordano su un orientamento favorevole a un maggiore intervento statale nell'economia (Mercato), a politiche di protezione ambientale e transizione ecologica (Clima) e a una tassazione progressiva o redistributiva (Fisco). Sul fronte Europa, la maggior parte dei modelli lo posiziona verso l'integrazione o un europeismo pragmatico, sebbene con oscillazioni riconosciute nel tempo.
Sulle posizioni, dove non lo sono
Le maggiori divergenze nell'orientamento si riscontrano in materia di Immigrazione, Sicurezza e Diritti. Per l'Immigrazione, alcuni modelli rilevano un'oscillazione tra politiche restrittive e più inclusive, mentre altri lo collocano su posizioni prettamente restrittive o miste. Anche sulla Sicurezza, si nota una divisione tra chi evidenzia un bilanciamento tra ordine e garanzie e chi sottolinea un'impronta più orientata all'ordine e al controllo. Sui Diritti, alcuni modelli lo vedono allineato a posizioni progressiste, mentre altri lo considerano non sufficientemente documentato o addirittura orientato al polo opposto, basandosi su diversi set di evidenze e sulla loro interpretazione. Queste divergenze sono principalmente sull'interpretazione della sua linea politica complessiva, data la presenza di azioni e dichiarazioni che possono essere lette in modi differenti a seconda del periodo e del contesto.